Lettere d'Oggi nel 1941Lettere d'Oggi nel 1942Lettere d'Oggi nel 1943Cesare Pavese, La spiaggiaGiorgio Caproni, Giorni apertiEugenio D'Ors, Oceanograifia del tedioEnrico Morovich, L'abito verde

Breve storia di "Lettere d’Oggi"

All’inizio era"Ansedonia — Rivista bimestrale di letteratura" e arte, pubblicata a Grosseto. Il primo numero uscì nel dicembre1938. Direttore era Antonio Meocci, vice-direttore Geno Pampaloni.
Nel 1940 nacque la seconda serie: la rivista fu trasferita a Roma, editore Istituto Grafico Tiberino. Tra i collaboratori: Gabriele Baldini, Manlio Cancogni, Giuseppe Guerrieri, Carlo Laurenzi, Antonio Meocci, Geno Pampaloni, Giulio Alessi, Franco Fortini, Carlo Linati, Silvio Benco, Piero Gadda Conti. Giuseppe Mesirca, Enrico Morovich, Giambattista Vicari, Libero Bigiaretti, Giorgio Caproni.
La terza serie nacque nel 1941, con la nuova direzione di Giambattista Vicari .
Dal n. 3 di quell’anno la testata divenne "Lettere d’Oggi - Rivista mensile di letteratura".

Ogni numero era aperto da disegni e acqueforti: Bigiaretti, Gentilini, Manca, Barbieri, Tuti, Vangelli, Bartolini, Savelli, Purificato, Omiccioli, Martini, Testori, Ciarrocchi.
La rivista si occupava  quasi esclusivamente di narrativa.
Dal n.11 del 1941 Giovanni Macchia prese la condirezione della rivista.
Tra il ’42 e il ’43 Vicari affiancò a "Lettere d’Oggi" una interessante attività editoriale divisa in due collane: Collezione Romanzi Brevi e Biblioteca Minima Tempus. Si trattava di fare in modo, per Vicari, che gli scrittori non dovessero elemosinare per vedere pubblicate le loro opere. E così, in meno di due anni, uscirono libri di Pavese, Pound, Caproni, D’Ors, Bigiaretti, Emanuelli, Praz, Cancogni.
Nel 1943 uscirono tre numeri doppi bimestrali e nel maggio - giugno terminarono le pubblicazioni.
La rivista rinacque con nuovo e più leggero formato nell’ottobre 1946, sotto la direzione di Vicari e Niccolò Gallo, per chiudere definitivamente nel 1947.

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LE EDIZIONI DI "LETTERE D’OGGI"

Collezione Romanzi brevi:

Libero Bigiaretti, Esterina, 1942, 2a 1943


Beniamino Dal Fabbro, La gioventù perduta, 1943


Enrico Emanuelli, Un'educazione sbagliata, 1942


Renato Giani, Berthe in riva al fiume, 1942


Enrico Morovich, L'abito verde, 1942



Cesare Pavese, La spiaggia, 1942


Giambattista Vicari, Il cortile, 1943.

Biblioteca Minima Tempus

Carlo Bernari, Il pedaggio si paga all’altra sponda, 1943


Libero Bigiaretti, Paese di Roma, 1942

Manlio Cancogni, Delitto sullo scoglio, 1942


Giorgio Caproni, Giorni aperti, 1942


Golfiero Colonna, Bagno virile, 1942



Eugenio D’Ors, Oceanografia del tedio, 1943


Gustave Flaubert, Un cuore semplice, 1942


Raffaello Franchi, Istmo — Ritratti letterari, 1942


Prosper Mérimée, Lokis, 1943



Edgar Poe, Suggestions, 1942


Ezra Pound, Carta da visita,1942


Mario Praz, Viaggio in Grecia, 1942


Bruno Romani, Avventure, 1942



Edilio Rusconi, Giorni sul fiume, 1942


Giambattista Vicari, Il libro dei sogni, 1942


Gino Visentini, La camera magica, 1942


Achim Von Arnim, Il manichino tragico, 1942


..."Biblioteca minima "Tempus" vuol dire: piccola biblioteca Tempus -Tempus è il vecchio Kronos, emblema della mia rivista-. Piccola, perchè si tratta di volumetti di piccola mole. E "biblioteca", perchè ci vorrei far star dentro una infinità di cose ..." -da una lettera del 1942 di Vicari a Ezra Pound-